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Con LINFODRENAGGIO (o Drenaggio Linfatico Manuale ) identifichiamo un massaggio con azione drenante e anti-edematosa che, tramite stimolazione manuale, è capace di favorire un corretto deflusso della linfa all’interno dei vasi linfatici e rimuovere quindi il ristagno di liquidi in quei distretti corporei che hanno subito una riduzione di circolazione con conseguente tendenza ad accumulare fluidi.

Esistono varie scuole ma il più delle volte si sente parlare di due metodi, il Metodo Vodder (il “padre” di tutti i metodi) e il Metodo Leduc, nato qualche tempo dopo.
Le due scuole si basano sugli stessi principi, la differenza sostanziale sta nella gestualità e nella sequenza proposta. Il linfodrenaggio secondo Vodder stabilisce una sequenza ordinata specifica per ogni distretto con 4 tipi di movimenti diversi, mentre il metodo Leduc si basa su un numero minore di manovre e i protocolli sono diversi a seconda del tipo di disturbo che viene trattato.
A prescindere dal metodo scelto, l’operatore dovrà conoscere perfettamente l’anatomia del sistema linfatico e rispettare il decorso fisiologico della linfa e le sue manovre dovranno essere ragionate e ben orientate.

Come si esegue

Non è un massaggio profondo: vengono infatti mobilizzate la cute e il sotto cute perché i vasi linfatici sono strutture molto delicate, per cui la pressione esercitata sarà gentile ma comunque presente e il ritmo lento e costante per simulare il meccanismo di “pompa” volto a trasportare e favorire il ricambio della linfa.
Il percorso del massaggio parte dalla zona prossimale del distretto interessato a quella distale/periferica per poi ritornare al punto di partenza, quindi c’è un senso circolare di centro – periferia – centro. Questo perchè a livello prossimale ci sono le stazioni linfonodali principali che per prima cosa vanno svuotate affinché i liquidi della zona distale trovino lo spazio libero e pronto per accoglierli nel momento della loro fuoriuscita e vengano di nuovo convogliati all’interno del circolo linfatico.
Per quanto riguarda invece la manualità, le fasi della manovra sono tre: appoggio, spinta e rilascio. Le spinte sono orientate in direzione tangenziale rispetto la pelle e questo permette alla mano dell’operatore di usare l’attrito che si crea al fine di sospingere la linfa nelle stazioni linfatiche principali. Per questo motivo il linfodrenaggio non prevede l’uso di oli o creme perché la mano del terapista non deve scivolare ma deve aderire bene alla pelle. Non deve provocare dolore e a fine trattamento non si devono presentare arrossamenti.

Estetico o terapeutico: esistono due tipi diversi di linfodrenaggio?

No, perché l’anatomia e la fisiologia a cui fanno riferimento è la stessa. Si ottengono grandi risultati sia in ambito estetico (gambe gonfie e pesanti per attività lavorativa statica, presenza di ritenzione idrica) che in ambito terapeutico (partecipa al trattamento decongestivo di linfedema e lipedema, è di grandissimo aiuto nel post operatorio di liposuzione o liposcultura). In ambito terapeutico è possibile tuttavia trovare delle condizioni per cui si applica un diverso tipo di ragionamento per quanto riguarda il percorso da suggerire alla linfa, pensiamo ad esempio ad una donna operata di tumore al seno a cui vengono asportati i linfonodi ascellari che non sono più quindi disponibili a drenare l’area a loro deputata.
Traggono giovamento dal linfodrenaggio anche le donne in gravidanza, passato il 3o mese, se non sussistono controindicazioni concomitanti.

Quante sedute è meglio fare? Dipende, bisogna valutare le richieste caso per caso. A grandissime linee, è bene iniziare con almeno 2 sedute a settimana per un periodo di 3/4 settimane, per poi diluire a un trattamento a settimana per altre 4 settimane.

Benefici del Linfodrenaggio Manuale

Il linfodrenaggio manuale produce svariati benefici secondari:

– vegetativo: grazie al ritmo lento e ripetitivo delle manovre ha effetto sul Sistema Nervoso Parasimpatico, con conseguente rilassamento della muscolatura;

– antalgico (antidolorifico): stimola le cellule inibitorie del dolore, diminuendo o addirittura eliminando la sensazione dolorifica (utile associarlo nel trattamento per contratture, distorsioni, strappi);

– immunologico: potenzia la resistenza alle infezioni tramite la stimolazione di tutti i linfonodi palpabili che attivano meccanismi di difesa dopo aver sequestrato gli agenti patogeni;

– tonificante: agisce sulla muscolatura liscia dei vasi sanguigni e linfatici, i quali si contraggono più efficacemente stimolando una maggiore circolazione capillare;
Inoltre il massaggio ha azione rigenerante perché, migliorando il transito dei liquidi, restituisce un’adeguata irrorazione alle zone disidratate e mal nutrite. Incrementa così l’ossigenazione cellulare con conseguente miglioramento del nutrimento dei tessuti corporei. La pelle ne beneficia a sua volta risultando più luminosa e distesa grazie all’effetto detossinante (è utile infatti associare il linfodrenaggio del viso ai trattamenti di bellezza).

Se lo stato di salute della persona lo permette, è ottimale associarlo ad una regolare attività fisica e ad un’alimentazione sana ricca di acqua.

Controindicazioni

Ovviamente sussistono delle controindicazioni che è bene comunicare al medico o al terapista prima di sottoporsi ad una seduta:

· Linfangite
· Tromboflebite
· Lesioni e infezioni cutanee
· Infiammazioni batteriche acute
· Lesione neoplastica
· Scompenso cardiaco acuto e insufficienza cardiaca
· Malfunzionamenti renali o epatici
· Asma e bronchiti acute

Bibliografia:

“Drenaggio linfatico – Teoria, tecniche di base e applicate & fisioterapia decongestionante” di Didier Tomson e Christian Schuchardt

“IL linfodrenaggio manuale secondo il Dott. Vodder – Guida pratica” di Hildegard Wittlinger e Dieter Wittlinger

“Linfedema e lipedema – Conoscerli, Riconoscerli, Curarli” di Domenico Corda

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